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La friulana Video Systems impegnata, attraverso visione e intelligenza artificiale, a ridurre lo scarto a zero e, quando c’è, a reimpiegarlo entro un’economia circolare

Tecnologie e soluzioni abilitanti per processi produttivi sostenibili. Non solo perché tendono allo “scarto zero” ma anche, ed è l’ulteriore frontiera di sviluppo entro una logica di economia circolare, a riutilizzare il prodotto scartato, per ottimizzare materie prime e tempo e ridurre la produzione di CO2.

Sono queste le credenziali tecnologiche che oggi caratterizzano il profilo più innovativo e lungimirante di Vido Systems, l’azienda friulana che da Codroipo, partendo nel 1993,  ha raggiunto ogni angolo del mondo con le sue proposte, dapprima attraverso i propri interlocutori nazionali e poi direttamente. C’è un unico Paese dove Video Systems non è ancora presente, il Giappone. “La pandemia da Covid ha giocato la sua parte – commenta il presidente amministratore delegato Alessandro Liani -, poiché avevamo avviato un paio di contatti proprio quando il mondo ha dovuto fermarsi e fare i conti con le conseguenze prodotte dal virus”.

Nata per sviluppare soluzioni di visione e intelligenza  artificiale per massimizzar la qualità e l’efficienza della produzione in ogni settore, Video Systems è cresciuta con costanti investimenti in ricerca e sviluppo, accettando sfide complesse, confrontandosi con soggetti i più diversi, dagli istituti di ricerca a imprese di ogni dimensione.

È da questa mentalità dinamica che è maturata con grande anticipo l’attenzione al contributo che la tecnologia può dare per una produzione sostenibile. Oggi le soluzioni di Video systems prevedono sistemi di controllo qualità basati su machine vision, Ai e robotica che riescono a supportare la grande e media manifattura nell’implementazione di processi produttivi e sostenibili.

“Intercettare con alta affidabilità e ripetibilità i difetti sui prodotti o sui semilavorati in uscita da ogni fase di trasformazioni – illustra il presidente Liani – permette all’industria di non eseguire lavorazioni e processi su prodotti non conformi, ottimizzando quindi tempi, energia e risorse impiegate, e di non immettere sul mercato prodotto fallato che poi deve essere gestito”.

I progetti europei ai quali Video Systems collabora «rientrano nel paradigma Zero Defect Manufacturing che nella nuova programmazione europea di HorizonEurope si sta spostando su Zero Waste Manufacturing – spiega l’imprenditore -. In sostanza, oltre a gestire processi Zero Defect stiamo studiando come riutilizzare anche il prodotto risultato scarto, grazie a processi di economia circolare. Tutto questo in un’ottica di ottimizzazione delle risorse energetiche e di riduzione di produzione di CO2 ed inquinanti in genere», conclude Liani.