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La sempre più crescente automatizzazione e integrazione nelle comunicazioni fra porto, operatori e vascello, anche via satellite, corrisponde a un sensibile aumento delle aree di rischio. I cosiddetti “pirati informatici” sono un nemico relativamente nuovo ma molto agguerrito. Da un’indagine della Bimco, acronimo di Baltic and International Maritime Council, nel 2020 solo il 42 per cento degli intervistati, tra armatori e società di navigazione, ha risposto di aver già provveduto alla formazione dei propri tecnici. L’industria marittima, quindi, è alla ricerca di soluzioni. Ed è per dare una risposta alle sempre crescenti richieste che l’Accademia Nautica di Trieste ha lanciato il nuovo corso sulla Cibersecurity, presso la sede triestina dell’istituzione accademica. Il corso mira a formare un sistemista informatico specializzato nella protezione dei sistemi e dei dati in formato digitale da possibili attacchi, sia esterni che interni, da parte di attori singoli o gruppi che attaccano i sistemi per ottenere un ritorno economico o provocare interruzioni nelle attività. I diplomati potranno collocarsi nei settori che abbiano necessità di rafforzare le proprie reti contro il rischio cyber. “Formiamo un profilo professionale – così il direttore dell’accademia, Bruno Zvech (nella foto) – decisivo per il futuro di tutte le aziende del cluster marittimo portuale e non solo, ce ne sarà un bisogno crescente visto l’impetuoso processo di digitalizzazione in atto”.Ma qual è il compito della cyber security? Consiste nel difendere computer, server, dispositivi mobili, sistemi elettronici, reti e dati dagli attacchi dannosi, e si applica a vari contesti: in ambito marittimo si applica soprattutto alla protezione dei sistemi di gestione, come quelli relativi alla propulsione dei macchinari, del carico, dei sistemi di controllo degli accessi, di assistenza e gestione dei passeggeri. Il corso è a numero chiuso – massimo 24 allievi – a cui si può accedere previo superamento delle prove di selezione.Altro corso importante, soprattutto per le partnership su cui può contare è quello sulla produzione e progettazione navale. Partner fondamentale è Fincantieri, colosso mondiale della cantieristica con sede a Trieste e con uno dei cantieri più importanti che gravità nell’ambito dell’area di influenza economica triestina, quello di Monfalcone, a pochi chilometri dal capoluogo giuliano.“La progettazione in ambito navalmeccanico – ha rimarcato Zvech – rappresenta una attività in crescita e non solo per la crescente importanza del nostro primo partner Fincantieri, ma anche per una robusta rete di studi di progettazione e cantieri navali, di varie dimensioni, che si confrontano con un mercato in continua espansione”. Anche in questo caso il corso è a numero chiuso – massimo 22 allievi – a cui si può accedere previo superamento delle prove di selezione.