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Negli Stati Uniti, da sempre terra di tendenza, nel post lockdown la presenza nei Parchi divertimento è cresciuta del 30 per cento rispetto al pre Covid. Non una sorpresa per gli esperti che si occupano delle implicazioni che il forzato confinamento produce sull’equilibrio delle persone, le quali hanno bisogno di ritrovare emozioni ed energie positive per uscire dal periodo indubbiamente stressante. E quale miglior luogo per vivere, a ogni età, emozioni ed esperienze positive di un Parco divertimenti?

La risposta la stanno dando chiaramente proprio gli americani, con una rinnovata passione per le offerte dei Parchi. In ciò favoriti dalle proposte avvincenti da ogni punto di vista – creativo, tecnologico, includente, innovativo, del design – realizzate da una delle più blasonate aziende del settore a livello mondiale, l’italiana Zamperla, con quartier generale ad Altavilla Vicentina. Alle spalle una storia che affonda le radici ai primi del’ 900, per diventare realtà imprenditoriale strutturata nel 1966 con il fondatore Antonio Zamperla. Dopo solo un decennio era già diventata internazionale e nel 1988 ha avviato la collaborazione con il Gruppo Walt Disney. La crescita è continuata costantemente, con l’impegno del figlio del fondatore Alberto, attuale presidente, e in anni più recenti con l’attività dei suoi figli: Antonio, dal 2021 Ceo dell’azienda, e Alessandro, impegnato nella sede americana. La società, infatti, conta 4 stabilimenti produttivi in Italia e all’estero con 450 dipendenti e nel 2019 ha realizzato un fatturato di oltre 100 milioni di euro, esportando la quasi totalità dei prodotti. Un’industria seria e socialmente responsabile che produce “sogni e benessere” e che è particolarmente impegnata anche sui temi dell’inclusività e della disabilità riferiti alle attrazioni.

È a Zamperlache si deve la rinascita di Coney Island, il parco di divertimenti più iconico e famoso al mondo aperto a New York e nel 2005 il fondatore Antonio Zamperl aè stato il primo italiano ad essere inserito nel Iaapa Hall of fame, affiancando così i nomi di pionieri dell’entertainment come Disney, George Ferris e Walter Knott. Nel 2019 il traguardo è stato raggiunto anche dal presidente Aberto Zamperla.

«Oggi possiamo dire che non esiste un Parco divertimenti al mondo in cui non ci sia almeno una giostra italiana Zamperla», sottolinea il presidente. «Il prossimo futuro, però, anche in seguito alla pandemia, ha bisogno – aggiunge – di interventi straordinari per riuscire a cambiare marcia, gestire le prossime sfide e spingere al massimo l’innovazione». Fanno parte di questa prospettiva la nomina di Antonio a presidente – è stato a lungo Chief innovation officer dell’azienda -, affiancato dal manager vicentino Valerio Ferrari e da quello statunitense Adam Sandy. «Un modello di governance mista, famigliare e manageriale, in cui abbiamo sempre creduto», considera il presidente, pronto per «tornare a regalare sogni alle persone e contribuire alla ricostruzione economica» del Paese.

«Provo le giostre insieme a mio padre da quando sono bambino e mio nonno è sempre stato uno dei miei supereroi. Non ho paura di questa nuova sfida che affronto con determinazione e con il carattere della famiglia», chiosa Antonio Zampella da neo amministratore delegato.