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Ludovico Einaudi, noto pianista e compositore italiano (nato nel 1955), ha aperto ieri la 26ema edizione del No Borders Music Festival a Tarvisio (Ud), nel prato antistante il Lago superiore di Fusine, la nota frazione tarvisiana. L’artista si è esibito con due musicisti: Federico Mecozzi al violino e Redi Hasa al violoncello, con i quali, ha dichiarato lui stesso: ‘Suona da molto tempo’. Infatti, si è vissuto e sentito l’amalgama di piano, violino e violoncello. Mentre, si è assistito a poca forza, poco empatia di Einaudi che pareva suonasse per se, e non per il pubblico. Ci si aspettava più vigore, da un talento del genere. Invece, il concerto – iniziato con cinquanta minuti di ritardo – è apparso con note quasi accarezzate al piano. Forse: troppo alte le aspettative verso colui che viene definito il nuovo Ennio Morricone. Oppure e più semplicemente una giornata da canicola estiva anche a Fusine, e anche per il pianista. Einaudi dal palco ha raccontato come, la prima parte delle opere musicali interpretate a Tarvisio, facessero parte del progetto “Seven Days Walking”, di cui due brani si trovano anche nel ‘Nomadland – original motion picture soundtrack. Sono mancate però le vibrazioni e le emozioni di ‘Oltremare’, traccia principale, del medesimo album che ha composto la colonna sonora del film premio Oscar 2021, come miglior film: ‘Nomadland’, insieme ad altri cinque statuette. Il concerto è apparso iniziare alla fine, esattamente durante il bis, e il reingresso in scena dell’artista. Finalmente: tono e voglia di suonare ed emozionare. Solo per gli ultimi 15 minuti circa. Un nome comunque interessantissimo nel panorama musicale italiano, sicuramente, uno dei suoi massimo esponenti; c’erano tutti gli ingredienti per una esibizione da ricordare.