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Una filiera interna, una visione etica fondata sul rispetto e sulla trasparenza, competenze umane valorizzate e risorse del territorio italiano da recuperare come la seta che si uniscono all’oro per creare gioielli unici. Parliamo di D’orica, importante realtà produttiva orafa, nata in una nicchia del distretto orafo ed argentiero di Vicenza, che continua a svolgere in questa area tutte le fasi del proprio processo produttivo, avendo messo su una filiera interna. “Lavoriamo solo su commessa” spiega Giampietro Zonta, fondatore insieme alla moglie Daniela Raccanello, designer creativa dell’azienda e al figlio Federico. “Ogni gioiello – prosegue – è il risultato di un lungo lavoro di studio, ricerca e sperimentazione e di una notevole abilità artigianale abbinata all’impiego di macchinari sofisticati e precisi, unici al mondo. Lavoriamo con ago e filo d’oro per realizzare delle creazioni su misura per il cliente. Per questo amiamo definirci sarti orafi”. Si tratta di prodotti che vanno per il 95% all’estero, in 20 Paesi. “Mia moglie – sottolinea – realizza il campione che il cliente personalizza, compresa la caratura. Noi lavoriamo con una caratura molto alta, dai 18 ai 22 carati, che va soprattutto nei mercati orientali e mediorientali.

Recentemente, l’azienda, ha creato una cintura da pantaloni, completamente d’oro per un cliente arabo, del valore di quasi 20mila euro.

Ma non è solo per i prodotti d’eccellenza che D’orica si distingue nel panorama imprenditoriale del Bel Paese: “La visione, i pensieri e le azioni – rimarca Zonta – hanno creato una vera e propria “filosofia D’orica”, che consiste nel rispetto e nella valorizzazione delle persone, nella riduzione degli sprechi, nella cura e attenzione per il dettaglio”. Tutte cose che, come illustra Zonta “ci hanno permesso di raggiungere l’eccellenza e la qualità che desideriamo per i nostri clienti”. “Noi siamo – specifica Zonta – da tre anni e mezzo una società benefit, e inoltre circa due anni fa abbiamo ottenuto la certificazione “B Corp” entrando nel novero delle aziende che soddisfano i più stringenti standard al mondo in termini di impatto positivo e sostenibilità d’impresa. D’orica è la prima azienda orafa al mondo a livello industriale ad aver questa certificazione. Le regole per poter ottenere questa certificazione sono molto stringenti tanto che nel mondo a potersene fregiare sono solo 3.500 aziende”. Con un occhio, dicevamo, al rapporto con i propri collaboratori: “Sette anni fa – ricorda Zonta – abbiamo regalato una parte delle quote ai nostri collaboratori e due di loro sono diventati nostri soci; inoltre è da 32 anni che dividiamo una parte degli utili aziendali con i nostri collaboratori, perché le persone hanno sempre fatto la differenza. Siamo una ventina di persone internamente all’azienda e un’altra ventina che sono laboratori esterni che fanno la confezione per noi ma fanno formazione in azienda, vengono pagati molto bene”.

Infine un progetto D’orica sostiene progetti tesi a riprendere un’antica peculiarità nazionale, come quello sulla seta, che da oltre 50 anni l’Italia non produce. Grazie a D’orica e alla collaborazione con cooperative sociali che si occupano di gelsibachicoltura, è stata completamente riattivata in Italia la filiera produttiva della seta. Con il restauro di un’antica filandina, macchinario unico nel suo genere in Europa Occidentale, i bozzoli si trasformano in filo di seta. Per il rispetto dell’ambiente, con la valorizzazione dell’artigianalità e per l’unicità e sostenibilità di questo progetto, la seta viene certificata “100% Made In Italy” e “TF Traceability & Fashion”.

 Nella foto (di Anna Tcaplina): Giampietro Zonta, fondatore insieme alla moglie Daniela Raccanello.