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Per i prossimi due anni dovrà coordinare idee, sperimentazioni e proposte della manifattura europea  per l’applicazione dell’Iot in quest’ambiente. Interlocutore privilegiato sarà la Commissione europea, cui trasferire gli input che arrivano dalla punta avanzata dell’industria Ue, affinché le istituzioni comunitarie li traducano in azioni, linee di ricerca e programmi di sviluppo futuro. 

È il compito che Alessandro Liani, fondatore e CEO della friulana Video Systems ha assunto dai primi giorni di maggio, diventando presidente del gruppo di lavoro della manifattura di AIOTI, la più importante associazione europea dedicata all’applicazione dell’Iot in ogni settore. Il gruppo presieduto da Liani, infatti, è uno dei molteplici che compongono il sodalizio per l’applicazione dell’«internet delle cose» in ogni aspetto del vivere economico e sociale. Oltre 400 le imprese che vi aderiscono, di ogni dimensione. 

«Uno degli obiettivi per questo mandato – evidenzia Liani – è far emergere su questi temi la visione delle Pmi e, al contempo, far comprendere appieno proprio a queste realtà quanto sia strategica l’applicazione dell’IoT». Liani ama un’esemplificazione efficace: «L’internet delle cose è come il tessuto nervoso e sanguigno che porta le informazioni in un corpo in cui l’intelligenza artificiale rappresenta il cervello del sistema, la visione artificiale la vista ed i robot gli arti, con la loro funzione operativa». 

Liani, che a febbraio è entrato a far parte anche del board internazionale di Ieee-Cis, Società di intelligenza computazionale, porta in Europa il know how legato alla propria attività ma anche l’interesse che sta cogliendo riguardo alle nuove frontiere tecnologiche grazie ai continui contatti internazionali. Concentrato sul presente e sul futuro delle applicazioni dell’intelligenza artificiale è, per esempio, il mondo austriaco che a questo tema ha dedicato il suo Software Days 2021, il più importante evento Ict in Austria. «È stata un’occasione molto significativa assieme ad Area Science Park per un confronto sulle applicazioni più innovative: questa tecnologia – sottolinea Liani – consente di risolvere problemi in ambito manifatturiero sin qui irrisolti. Tra i tanti esempi possibili – prosegue -, l’identificazione delle cricche sulle rotaie, elementi di per sé molto difficili da analizzare». Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, continua l’esperto, continua a muoversi cercando di rispondere a due principi: «Capacità sempre più raffinata di individuare il difetto mantenendo basso il falso positivo».